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FERNANDO PESSOA

Sul fascismo, la dittatura militare e Salazar.

È appena uscito presso l’editrice Quodlibet di Macerata un volume a cura di Vincenzo Russo, nel quale si raccolgono una serie di testi inediti dello scrittore e poeta portoghese Fernando Pessoa . Gli scritti del poeta portoghese sono stati pubblicati e presentati per la prima volta dall’accademico José Barreto nel 2015: Sobre o Fascismo, a Ditadura militar e Salazar, Lisboa, Tinta-da-China. La traduzione dell’eccellente Introduzione scritta da Barreto è presente nell’edizione italiana.

Il lettore si troverà davanti a un corpus di scritti politici e poeticidel noto poeta portoghese che ricoprono un arco temporale di dodici anni (1923 – 1935). In quanto uomo di lettere e di cultura, Fernando Pessoa prese partito nei confronti del fascismo italiano, il nazismo tedesco e la dittatura militare di António de Oliveira Salazar e del suo Estado Novo. Ne viene fuori un quadro in cui si possono avvertire i possibili rapporti che esistevano tra lo scrittore, il salazarismo e gli altri totalitarismi. Tuttavia, secondo quanto affermano Russo e Barreto, nei testi di Pessoa si possono osservare le diverse sfaccettature di un uomo difficile da incasellare in un unico credo politico; ciò rende complicato racchiuderlo in qualche schema di tassonomia politica al momento di determinare la sua posizione in favore di un’idea, di un individuo o di un gruppo di individui (il repubblicano, il monarchico più o meno pentito, il liberale, l’antidemocratico e l’anticolonialista). Le maschere della sua poliedrica personalità rivelano le diverse posizioni ideologiche, contraddizioni e ripensamenti che sono coesistite in lui lungo il suo percorso esistenziale. Senza dubbio nelle pagine di questo libro si può osservare un uomo dall’acuta e dirompente dimensione critica e creativa.

II.
[c. 1925]


	Seguiamo il principio contrario a quello dello zio Mussolini
e dell’abate Lenin. Non opprimere! Rendere gli altri diversi da ciò che vorremmo che siano! Insegnare a ogni uomo a pensare con la sua testa e a vivere attraverso la sua esistenza – solo con la sua esistenza.








19.
[c. 1927]


CANTO DEL «BRISTOL»
FADO DELLA CENSURA

In questo campo della Politica,
Dove la guardia sott’occhio ci tiene,
Parlo, risponde la Censura;
Guardo, ma non vedo bene.

C’è un campo fangoso
Dove il bestiame se la spassa;
Ma, nell’aria meno bassa,
all’altezza del pensiero,
Aleggia polvere grigio-scura,
Un’aria tossica di nome Critica.
L’idea si fa rachitica
A respirare soltanto malaria
Per questo così sudicia è l’aria
In questo campo della Politica.

A volte, in questa pianura,
Se il vento soffia da Nord,
La polvere si fa più forte,
E prende il nome di Censura.
È polvere di densa fattura,
Si sente già molto bene,
E all’Idea, colpita, rimane
Un’impressione traumatizzata,
La stessa che dà quell’armata
Dove la Guardia sott’occhio ci tiene.

Sembra piovere polvere,
Incombere su tutti i sensi,
Riempire bocche e orecchi,
Nessuno più parla né può ascoltare.
Se la mia bocca si muove,
Subito, alla prima apertura
La inonda questa sabbia oscura.
Mi trascino solo e mi sento trasportare.
È un dialogo a scemare.
Parlo, risponde la Censura.

Arriva poi un qualunque vicino,
Di quelli a cui è dato aprir bocca;
Sul braccio, adirato, mi tocca
Mi fa, «Non vede il cammino?
Il suo dover quotidiano
Di patriota è lì che preme.
Vede il cammino e non viene?!».
Per questo, polpette al sugo!
Se questa polvere mi entrò negli occhi
Guardo, ma non vedo bene. 

30.
[c. 1928]


INTERREGNO]

	L’idea dittatoriale non trova nella maggioranza del pubblico reale, in nessuna parte dle mondo, un’autentica simpatia. Il fatto è che non esiste propriamente una idea dittatoriale. La costituzione può essere una cosa assurda, però è una cosa; la dittatura non è niente.








52.
[c. 1932-1933]

SALAZAR


     Un cadavere emotivo, galvanizzato artificialmente da una
 propaganda...
     Due qualità gli mancano - l'immaginazione e l'entusiasmo.
per lui il paese non è la gente che ci vive, ma le statistiche di questa gente.
     Somma e non avanza.








68

[c. 1932-1935]

Hitler - Il suo stesso baffo è patologico.
Privo di senso d'umorismo.









92.

16 marzo 1935


LIBERTÀ


Ah, che piacere
Non compiere un dovere,
Aver un libro da leggere
E non farlo!
Leggere è una seccatura,
Studiare non serve a nulla.
Il sole tutto indora
Senza la letteratura.
Il fiume scorre, bene o male,
Senza edizione originale.
E la brezza, questa,
Così mattiniera e naturale,
Siccome ha tempo non ha fretta.

I libri sono carta con inchiostro.
Studiare è una cosa ove è indistinta
la distinzione tra niente e cosa alcuna.

Quanto è meglio, quando c’è bruma,
Attendere D. sebastiano,
Che venga o no!

Grande è la poesia, la bontà e le danze…
Ma la cosa migliore al mondo sono i bambini,
Fiori, musica, chiardiluna e il sole che pecca
Solo quando, invece di creare, secca.

Sopra tutto questo,
C’è solo Gesù Cristo,
Che nulla sapeva di finanze
Né risulta avesse una biblioteca...

122.
[1935]

Torna in seminario
Va'
Il vento è contrario
Va' a ri-po-sa-re.

Hai fatto i conti
Da travisarli.
Prova a scoprirmi
Dalla parte dell'est.
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2 Replies to “FERNANDO PESSOA”

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